La prestazione nazionale “Gravi Patologie”, istituita dalle Parti sociali e gestita dalla CNCE, sostiene economicamente gli operai edili affetti da gravi patologie.
È destinata ai lavoratori che abbiano superato o siano prossimi a superare il periodo di comporto per malattia e abbiano ottenuto dall’impresa un periodo di aspettativa non retribuita.
La misura è sperimentale dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2027, con risorse complessive pari a 7,5 milioni di euro.
Per accedere alla prestazione il lavoratore deve essere regolarmente denunciato presso una Cassa Edile o Edilcassa.
Deve inoltre possedere un riconoscimento INPS di invalidità permanente pari o superiore al 50%.
Sono considerate, in particolare, patologie oncologiche, neoplasie, gravi malattie cardiovascolari e malattie autoimmuni invalidanti.
La gravità della patologia deve essere comprovata da adeguata documentazione sanitaria.
La richiesta di aspettativa deve essere presentata al datore di lavoro entro i 30 giorni precedenti la scadenza del periodo di comporto.
L’impresa deve autorizzare per iscritto l’aspettativa, che può durare al massimo sei mesi.
Per l’anno 2026 la prestazione economica è determinata in misura pari al massimale mensile NASpI previsto dall’INPS, pari a € 1.584,70, per un periodo massimo di sei mesi. A tale importo può aggiungersi, ove richiesta e autorizzata dall’INPS, la somma necessaria alla copertura della contribuzione relativa al periodo di aspettativa non retribuita.»
L’indennizzo è riconosciuto per il periodo di aspettativa, comunque per un massimo di sei mesi.
È inoltre possibile richiedere un contributo per la contribuzione volontaria INPS, previa autorizzazione dell’Istituto.
La domanda deve essere presentata alla Cassa Edile di appartenenza utilizzando il Modello n. 1 CNCE.
Devono essere allegati l’autorizzazione dell’impresa, la documentazione sanitaria, l’attestazione INPS dell’invalidità, documento d’identità, privacy e IBAN.
Il lavoratore deve dichiarare di non aver presentato la stessa richiesta ad altre Casse Edili o Edilcasse.
La Cassa Edile verifica la completezza della domanda e, se i requisiti sono rispettati, trasmette la pratica alla CNCE.
La CNCE effettua le proprie verifiche e trasferisce alla Cassa Edile le risorse necessarie.
La Cassa Edile provvede quindi al pagamento, che può avvenire in un’unica soluzione o in due tranche.
La presentazione della domanda non garantisce automaticamente l’erogazione, che dipende dall’esito dell’istruttoria e dalla disponibilità delle risorse.
Gli uffici della Cassa Edile possono assistere il lavoratore nella verifica dei requisiti, nella compilazione della domanda e nella corretta trasmissione della documentazione sanitaria.
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